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Decreto Coesione, contributo per l’autoimpiego under 35: i chiarimenti INPS sui requisiti e sui pagamentiVenerdì 23/10/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
L’INPS fa il punto sul contributo previsto dal Decreto Coesione per i giovani disoccupati che hanno avviato un’attività imprenditoriale nei settori strategici delle nuove tecnologie e della transizione digitale ed ecologica. L’Istituto chiarisce le modalità di verifica dei requisiti e lo stato delle istruttorie, anche alla luce delle criticità segnalate dai richiedenti. Requisiti e verifiche sullo stato di disoccupazioneCon i chiarimenti del 20 ottobre 2026 l’INPS ricostruisce il quadro applicativo del contributo economico previsto dall’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 60/2024, convertito dalla legge n. 95/2024. La misura è destinata ai disoccupati di età inferiore a 35 anni che hanno avviato in Italia, tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, un’attività imprenditoriale nei settori ammessi. L’Istituto precisa che l’istruttoria automatizzata non si basa su algoritmi decisionali, ma sulla consultazione delle informazioni certificate presenti nelle banche dati disponibili, secondo i criteri stabiliti dalla normativa e dagli indirizzi dell’amministrazione competente. Tra gli elementi verificati figurano i dati identificativi dell’impresa o l’apertura della partita IVA per i liberi professionisti, l’appartenenza dell’attività alle categorie ammesse e i dati anagrafici del richiedente. Particolare rilievo assume lo stato di disoccupazione alla data di avvio dell’attività, attestato dall’interessato mediante dichiarazione sostitutiva resa al momento della domanda. La verifica avviene attraverso la banca dati messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, cui compete certificare tale condizione. Riesame delle domande e tempi di pagamentoA seguito delle incongruenze segnalate dai richiedenti, i funzionari INPS hanno esaminato le singole posizioni, individuando i casi corredati da documentazione idonea a comprovare lo stato di disoccupazione e sottoponendoli alla valutazione del Ministero del Lavoro. Sono inoltre in corso ulteriori riesami per verificare le difformità riscontrate nelle informazioni disponibili e procedere progressivamente all’accoglimento delle domande che superano positivamente i controlli. L’Istituto riconduce il rallentamento nella conclusione dei procedimenti alla complessità delle verifiche, soprattutto quando è necessario l’intervento di un’altra amministrazione. Assicura, tuttavia, che le posizioni ancora in lavorazione sono oggetto di verifica e che i pagamenti vengono disposti man mano che sono acquisite le informazioni mancanti e accertato il possesso di tutti i requisiti, compreso il Documento unico di regolarità contributiva (DURC). Per i dubbi relativi alle spese ammissibili, sottoposte al controllo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in qualità di Autorità di gestione della misura, sono inoltre disponibili specifiche FAQ sul sito ministeriale. Fonte: https://www.inps.it |
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