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Cassazione: un condomino può realizzare innovazioni a proprie spese senza approvazione assembleareMercoledì 25/03/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
La sentenza conferma il diritto del singolo condomino a migliorare le parti comuni a proprie spese, senza obbligo di approvazione assembleare, se rispettati i limiti previsti dal codice civile. La Corte di Cassazione, Sezione II Civile, con la Sentenza n. 6624 del 19 marzo 2026, si è pronunciata sul diritto dei condomini di effettuare innovazioni a proprie spese, chiarendo i limiti e le condizioni di applicazione delle norme sul godimento delle parti comuni. In particolare, la Corte ha richiamato i seguenti principi di diritto: a) "Qualora un esborso relativo ad innovazioni non debba essere ripartito fra i condomini, per essere stato assunto interamente a proprio carico da uno di essi, trova applicazione la disposizione generale dell'art. 1102 c.c., che contempla anche le innovazioni, in forza della quale ciascun partecipante può servirsi della cosa comune - purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condòmini di farne uguale uso secondo il loro diritto - e può, perciò, apportare alla stessa, a proprie spese, le modificazioni necessarie a consentirne il migliore godimento» (Cass. n. 21462/2018)". b) "La norma di cui all'art. 1120 c.c. nel prescrivere che le innovazioni della cosa comune siano approvate dai condomini con determinate maggioranze, tende a disciplinare l'approvazione di quelle innovazioni che comportano oneri di spesa per tutti i condomini; ma, ove non debba procedersi a tale ripartizione per essere stata la spesa relativa alle innovazioni di cui si tratta assunta interamente a proprio carico da un condomino, trova applicazione la norma generale di cui all'art. 1102 c.c., che contempla anche le innovazioni, ed in forza della quale ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, a condizione che non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomini di farne uguale uso secondo il loro diritto, e, pertanto, può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa comune. Ne consegue che, ricorrendo dette condizioni, il condomino ha facoltà di installare a proprie spese nella tromba delle scale dell'edificio condominiale un ascensore, ponendolo a disposizione degli altri condomini, e può far valere il relativo diritto con azione di accertamento, in contraddittorio degli altri condomini che contestino il diritto stesso, indipendentemente dalla mancata impugnazione della delibera assembleare che abbia respinto la sua proposta al riguardo". Fonte: https://www.cortedicassazione.it |
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