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Corte UE: il sistema italiano di assunzione del personale ATA viola il diritto dell’UnioneLunedì 18/05/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
La Corte di giustizia dell’Unione europea, con sentenza nella causa C-155/25, ha dichiarato che il sistema italiano di reclutamento del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) delle scuole statali non è conforme al diritto dell’Unione in materia di contratti a tempo determinato. Il modello italiano di reclutamento contestato Secondo la Corte, il sistema si basa in modo strutturale sull’utilizzo di contratti a termine per coprire posti che rispondono a esigenze permanenti. L’accesso al ruolo stabile avviene tramite concorsi pubblici non programmati con regolarità e riservati a chi abbia maturato almeno due anni di servizio a tempo determinato, con l’effetto di incentivare la reiterazione dei contratti a termine. Le criticità evidenziate dalla Corte UE La normativa italiana, osserva la Corte, non prevede limiti chiari alla durata complessiva né al numero dei rinnovi dei contratti del personale ATA, né contiene misure sufficienti a prevenire abusi. Anche l’esigenza di flessibilità organizzativa non è stata ritenuta idonea a giustificare il sistema, in assenza di circostanze specifiche e concrete. Secondo i giudici europei, nemmeno la sporadicità dei concorsi per l’immissione in ruolo è sufficiente a garantire una reale prevenzione del ricorso abusivo a contratti a tempo determinato. La decisione si inserisce nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea. In caso di mancato adeguamento, lo Stato membro può essere nuovamente condannato e, in presenza dei presupposti, anche soggetto a sanzioni pecuniarie. Fonte: https://curia.europa.eu |
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