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Previdenza complementare metalmeccanici: il contributo datoriale resta legato a Cometa ed esclude la portabilità a PIP e Fondi Aperti

Mercoledì 28/10/2026

a cura di AteneoWeb S.r.l.
Il contributo aziendale alla previdenza complementare previsto dal CCNL dei metalmeccanici spetta unicamente ai lavoratori iscritti al Fondo Cometa e non può in alcun caso essere trasferito verso forme pensionistiche individuali o fondi aperti.

È questo il principio ribadito in piena convergenza da Federmeccanica e da Fiom-Cgil, intervenute a seguito di numerose segnalazioni relative a campagne promozionali promosse da intermediari finanziari e istituti di credito.

La disciplina contrattuale e l'esclusività del contributo

Sia l'associazione datoriale sia l'organizzazione sindacale hanno richiamato quanto stabilito dall'Articolo 15, Sezione Quarta, Titolo IV del CCNL di categoria (Cometa – Esclusività del contributo aziendale):
  • vincolo di iscrizione: l'obbligo contributivo in capo all'impresa sussiste esclusivamente nei confronti dei lavoratori iscritti al Fondo Cometa e solo per tutta la durata dell'effettiva permanenza nel fondo negoziale;
  • requisito di contribuzione minima: il diritto all'apporto aziendale — fissato al 2,0% del minimo contrattuale, elevato al 2,2% per i lavoratori under 35 di nuova adesione — matura solo a condizione che il dipendente versi a proprio carico una quota almeno pari all'1,2% del minimo tabellare;
  • inapplicabilità della portabilità datoriale: il contratto collettivo esclude categoricamente la portabilità del contributo aziendale verso fondi individuali o aperti. La disciplina nazionale sancisce un legame indissolubile tra l'erogazione datoriale e l'adesione al fondo di categoria.

Le conseguenze operative per le imprese

Per gli uffici del personale e l'amministrazione d'impresa, le indicazioni operative sono vincolanti:
  • sospensione immediata del contributo: qualora un lavoratore decida di trasferire la propria posizione da Cometa a un PIP o a un Fondo Aperto, l'azienda deve cessare tempestivamente il versamento della quota datoriale (2,0% o 2,2%);
  • limitazione dei conferimenti: verso la nuova forma prescelta, il datore di lavoro potrà versare esclusivamente il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturando e, se espressamente richiesto dal lavoratore, la sola contribuzione a carico di quest'ultimo.

Impatto economico e trasparenza per i lavoratori

Il chiarimento congiunto mette in guardia i dipendenti dal rischio di subire un duplice pregiudizio economico:
  • perdita della contribuzione aziendale: la rinuncia al contributo datoriale comporta una decurtazione diretta dell'accantonamento pensionistico annuo compresa, a seconda del livello di inquadramento, tra circa 460 euro e oltre 830 euro;
  • incidenza dei costi di gestione: come evidenziato dalle parti, i fondi negoziali come Cometa presentano un Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) sensibilmente più contenuto rispetto a quello applicato mediamente dai prodotti di mercato retail (PIP e Fondi Aperti), dove commissioni e spese accessorie incidono in misura maggiore sul rendimento netto finale.
Le associazioni territoriali degli industriali e le strutture sindacali hanno pertanto invitato le direzioni aziendali e i rappresentanti dei lavoratori a favorire una corretta e puntuale comunicazione interna, così da consentire scelte previdenziali pienamente consapevoli ed evitare condotte difformi dalle norme contrattuali vigenti.

In vista del 31 ottobre: un richiamo alla prudenza

A pochi giorni dall'imminente scadenza del 31 ottobre – un termine che sta fungendo da catalizzatore per le proposte commerciali spingendo molti dipendenti a interrogarsi sulla propria posizione – risulta evidente come vi sia ancora una diffusa e rischiosa confusione sul tema. 
A fronte di un quadro così delicato, appare fondamentale evitare decisioni affrettate.
La previdenza complementare richiede pianificazione e lucidità: perdere il contributo aziendale per una scelta impulsiva rischia di compromettere in modo irreversibile la costruzione del proprio montante pensionistico. 
In caso di dubbi, è sempre opportuno prendersi il tempo necessario per valutare le implicazioni di un trasferimento, rivolgendosi esclusivamente ai canali informativi ufficiali, agli uffici del personale o alle proprie rappresentanze sindacali.
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